lunedì 26 ottobre 2009

La nascita del Death Metal (di Arthur McPaul)


Il Death rappresentò nel corso degli anni ’80, la punta più estrema raggiunta dalla musica e dalla cultura Metal. 
Caratterizzato da violenza ritmica inaudita, voce distorta, sensazioni claustrofobiche e misantropiche, andò modellandosi fino a frantumarsi in diversi sottogeneri contaminati da altre sonorità.
Ufficialmente tale genere nacque in Florida (USA), un paese che mescolava in sé varie culture spesso estreme e contraddittorie situazioni sociali ricche di ossessioni, vizi, divertimento senza limite, ricchezza e povertà.
Chuck Schuldiner è colui che più di tutti si è prodigato per disegnare i connotati stilistici già nel lontano 1983, prima con i Mantas, poi con i Death.


(Mantas)

A seguirne l’esempio furono poi i Morbid Angel e i Deicide.
Il Death Metal abbracciava in sé tematiche strabordanti di morte e nichilismo. La figura umana veniva straziata, mutilata, defunta e rianimata; ascoltando “Scream Bloody Gore” infatti, primo Lp ufficiale dei Death, era cosa normale sentire puzza di cadavere nell’aria!

Le fonti d’ispirazione, come tutti i generi del metallo pesante, andavano dal grezzo Speed/Black dei Venom o il Thrash Black degli Hell Hammer, alla violenza degli Slayer. Grande merito va dato anche ai Possessed, band che più di ogni altra, ha ispirato il Death, come anche il Black. Uno dei loro brani si intitolava proprio “Death Metal”.


(Hell Hammer)

Poco più tardi giunsero gli Obituary, altri maestri del Death Metal americano. Nelle loro song, mutilazioni, sangue, violenza e orrore si sprecavano senza limiti. Loro si sentivano la voce brutale che narrava gli aspetti putridi della società americana, che tra vita frenetica, locali scintillanti e ricchezza ostentata, si poggiava senza volersene rendere conto, su squallidi sobborghi, fatti di pestilenziale nullità, povertà e delinquenza. La band, traccia con gli album “Slowly We Rot” (1989), “Cause Of Death” (1990) e “The End Complete” (1992) un percorso flagellato di sangue.



(Death: Scream Bloody gore)

Ma dopo lo shock iniziale, la scena mondiale resta affascinata dal nascente Death e ovunque iniziano a sorgere bands, di cui molte a cavallo tra ’80 e ’90, guideranno il Metal fino ai giorni nostri.


(Obituary: Cause of death)
Il fenomeno Death non coinvolse solo le nuove bands underground, ma persino quelle ben consolidate e affermate nel Thrash Metal. In “Tappin The Vein” i tedeschi Sodom si lasciarono quasi contagiare dal virus floridiano e il sound ne risultò pesante, spesso rallentato con improvvise accelerazioni tipiche del Death metal.
Ma a metà tra i due generi furono all’inizio anche da i brasiliani Sepultura, ma  con “Beneath The Remains” (Roadracer rec) e “Arise” crearono definitivamente uno stile diverso dalla scuola floridiana, ma non per questo meno interessante.
Floridiani d’adozione furono invece i Malevolent Creation, che si trasferirono da New York. Anch’essi prodotti dal mitico Scott Burns, con l’album d’esordio “The Ten Commandaments” (1991) affrontarono le sonorità splatter/horror tipiche del genere con una perizia d’esecuzione eccellente. Come diranno più volte, ad ispirare le loro claustrofobiche visioni di sangue, furono soprattutto, i mitici horror movies ’80 di Carpenter, Saimi e Romero.


(Morbid Angels: Altars Of Madness)

Come accennato all’inizio, tra i grandi ispiratori troviamo amche i Morbid Angel, guidati dal carismatico chitarrista Trey Azagtoth, che si dichiarava essere un vampiro vecchio di 300 anni… e dalla voce estrema di David Vincent. 
Il loro album d’esordio “Altars of Madness” frantumò tutto con violenza e affrontò temi che andavano dal sacrilegio al satanismo, senza tuttavia scadere nella rabbia fanatica di Benton. I Deicide infatti si poserò violentemente alla ribalta copiando un po’ l'attitudine venomiana di" più cattivi a ogni costo".
La band di Tampa, infatti era dichiaratamente satanista, sia nei testi che nelle uscite live e lo ribadiva senza alcun freno. Anzi, il cantante Benton, si marchiò a fuoco la fronte con l'effige della crore rovesciata e spesso si lasciò andare a trovate paranoiche con il pubblico e la stampa, a metà, tra la farsa e grottesco. La loro tecnica intricata e dirompente farà scuola in tutto mondo, le loro canzoni basta ascoltarle una volta per memorizzarle.


(Deicide: l'album omonimo)

Almeno fino all'album "Once Upon The Cross" saranno i maestri del Death Metal satanico, non avendo rivali capaci di suonare meglio.
Chris Reifert, ex batterista dei Death, fondò nel 1986 gli Autopsy,  altra band che  fece la storia del genere. A fare molto scalpore fu la copertina del debut Lp:"Severed Survival" (1989), in cui appariva un uomo dilaniato da ganci di metallo. A causa di questa provocazione, all'inizio fu mal vista dai negozi di dischi, che non vendevano solo Metal e il disco rifiutato.
Successivamente fu sostituita da una neutra per permetterne la distribuzione regolare.
L'anno seguente, approdò sugli scaffali di dischi "Piece Of Time", innovativo debut album degli statunitensi Atheist, band capace di mescolare alla violenza Death, un sound tecnicissimo, con sessioni ritmiche di altissima qualità, che migliorano ulteriormente con il successivo "Unquestionable Presence" (1991). Il Death inizia a produrre quindi lavori stilisticamente diversi, incentrati non solo sull'orrore e sul satanismo.
Dal Canada si fecero vivi (per modo di dire...) i Gorguts, il cui Lp d'esordio "Considerrated Dead" ancora una volta prodotto dalle abili mani di Scott Burns per la Roadrunner, segnò un ulteriore passo insanguinato nei meandri del Death Metal mondiale. La voce del cantante Luc Lemay, ricalcava i maestri Benton e Vincent, mentre è ospite in ben 3 songs il cannibale americano Chris Barnes, vocalist dei Cannibal Corpse.


(Cannibal Corpe: "Tomb of the Mutilated", la copertina censurata)

I Cannibal Corpse sono infatti la band "cannibale" per eccellenza. Subito famosi per le loro putride copertine, adoravano lo splattrer, il sangue, le mutilazioni corporee. Le loro canzoni furono e rimarranno per sempre un vero e proprio viaggio claustrofobico nell'obitorio, tra zombie cannibali, cadaveri divorati dalle larve, uomini dilaniati da incidenti mortali. La voce del cannibale Barnes è agli estremi per la pronuncia e per l'ascolto umano. Egli infatti più che cantare emetteva dei gorgottii, in cui era impossibile riconoscere la parola pronunciata. La band, collaborò con Benton dei Deicide, ma si tiene lontana da fascinazioni sataniste, tuttavia esagerarono senza limiti sull'offesa alla natura umana. Con l'album successivo, l'opinione pubblica inizia a rendersi conto dei loro malati incubi. "Butchered At Birth" (Metal Blade, 1991) riaffrontò con ancor più cattiveria gli stessi temi. Ma è soltanto con il terzo vomitevole album "Tomb Of The Mutilated", che i Cannibal Corpse, sbarcarono in Europa e iniziarono ad entrare a pieno merito tra i grandi gruppi del Metal di tutti i tempi. In questo terzo disco, i limiti sono frantumnati senza pietà e precedenti. La copertina, rappresentava due zombi putrefatti che praticavano sesso orale. Questa volta vennero censurate la copertina e i testi. Ma nulla potette fermare la band, che diventò la Splatter Metal band per eccellenza.

Rick Rozz, ex-componente dei Death, fondò nel 1989 una nuova devastante band, i Massacre, con cui registrò nel 1990 l'EP "Inhuman Condition", contenente una cover dei Venom ("Warhead") cantanta da Cronos! Fu sempre Scott Burns a registrare l'Lp d'esordio, "From Beyond" (1991, Earache). Lo stile della band si fece subito apprezzare con cambi di tempo violenti, calibrati e assoli ad effetto! La band sulla retrocopertina specificava che il cantato di Kam Lee non è stato assolutamente effettato, ma dir la verità si stenta un pò a crederci. Sempre dalla Florida per la Nuclear Blast debuttarono i Monstrosity con "Imperial Doom" (1992), mentre dai sobborghi di Long Island, New York, presero forma i Suffocation, che diedero una lezione violenta e brutale, prima con l'Ep "Human Waste" (Nuclear Blast, 1991) e poi con l'album "Effigy Of The Forgotten" (Roadrunner, 1992). Si distinsero la velocissima drum session, di Mike Smith e la voce abissale di Frank Mullin.

I lousiani Exhorder, ancora più brutali di Obituary e Deicide, parlavano di perversioni estreme e senza fine! "Slaughter In Vatican" (1990, Roadracer) annoverava brani devastanti come "Legions of Death" e "The Tragic Period", mentre nel successivo album "The Law" (1992) c'era persino una cover dei Black Sabbath "Into the Void". Gli Usa, dunque, sprofondarono irrimediabilmente senza pietà nei meandri del Metallo dell Morte!

Ma l'Europa di certo non restò a guardare. Quando il Death giunse infatti sul vecchio continente, si fuse con la differente cultura, assumendo nuove sfumature di morte.
Gli Entombed irruppero nella scena mondiale con "Left Hand Path" (1991) e il successivo "Clandestine", album che fece scuola dettando i nuovi stilemi del Death Metal. La band nordeuropea potette essere affiancata fin da subito ai mostri sacri come Death, Morbid Angel, Deicide, Obituary.
Sempre dalla fertile penisola scandinava suonavano Death Metal di alto spessore i Grave, che dopo un paio di demotape, si fecero conoscere con l'Ep promozionale "Tremendous Pain" , l'album di debutto "Into the Grave" (1991, Century Media) e il successivo "You'll Never See" (Century Media, 1992), dal sound molto consono a quello floridiano è spesso influenzato dai più famosi Entombed. Altra band dell'area scandinava furono i Therion, ultraveloci e creatori di canzoni dalle tematiche spesso misteriose e gotiche, inserendo spesso parti di tastiera e voci femminili. Esordirono nel 1992 con "Beyond Sanctorium".


(Unleashed)

Gli svedesi Unleashed, emersero dalle ceneri dei Nihilist, formazione base dalla cui scissione nacquero anche gli Entombed. Il leader bassita/cantante Johnny Edlund, con la nuova band pubblicò nel 1991 "Where No Life Dwells" grande capolavoro del Death europeo, mentre molto influenzato dai "cugini" Entombed, fu il successivo "Shadows In The Deep" in cui figurava una celebre cover dei Venom "Countess Bathory" e parti spesso pervase di epicità.
Ma la Svezia, già dall'epoca iniziò a sfornare bands death maggiormente melodiche, che poi costituiranno quello che sarà definito negli anni 2000, appunto "Death Svedese". Una di queste. furono i celebri At The Gates, che con l'album "The Red In the Sky Is Ours", inglobarono violini, atmosfere malinconiche e oscure nel classico death.



(Cadaver)

Norvegesi furono invece i Cadaver, definiti come una delle Death Metal bands più violente ed estreme in Europa. Nel loro album d'esordio, "In Pains" (Earache, 1992), il trio mise in mostra grandi doti mescolando influenze dai Coroner ai Carcass.
Dopo la fuoriuscita dagli Entombed, Petrov non si diede per vinto e formò una nuova band, i Comecon, che debuttarono nel 1992 con l'album "Megatrends In Brutality" (Century Media), nel quale c'era molta influenza Entombed e nulla di più viene aggiunto ad un Death Core un pò scontato. Agli inizi, i norvegesi Dark Throne suonavano un Death oscuro e gotico. ricco di atmosfere pagane, ne è prova "Soulside Journey" (1991) e "A Blaze In The Northen Sky" che sono due sigilli della scena scandinava.
Dalla vicina finlandia, sempre a cavallo tra '80 e '90 si formarono i Disgrace, che con un Ep d'esordio dai richiami Lovecraftiani "Cats Of Ulthar" e l'album "Grey Misery" proposero un Death Metal claustrofobico.

Come non citare poi i Dismember, svedesi, che partirono in tour con i Morbid Angel, facendosi conoscere per il loro deciso Death Metal granitico e senza compromessi e per le copertine e le retrocopertine abbondantemente estreme e censurate in Inghilterra. "Like An Ever Flowing Stream" e il loro primo album, copertinato dal maestro degli artwork death: Dan Seagrave.
Nel 1992 uscì anche l'Ep d'esordio dei Dissection, ("Into Infinite Obscurity") tra le bands attualmente più famose del death nord eurpoeo.
Gli Edge Of Sanity, forse meno conosciuti, anch'essi svedesi, avevano accenti Death alla Pestilence, ed erano attivi dal 1991, anno in cui pubblicano "Nothing But Death Remains" per la Black Mark.
L'anno successivo invece pubblicano "The Unorthodox", con svisate grind, parti sinfoniche e l'introduzione in alcune parti delle tastiere.

I Pestilence, olandesi, erano già attivi dal 1986, fondati dal cantante chitarrista Patrick Mameli, ma approdarono ad un maturo e deciso Death Metal solo con il terzo album "Testimony Od The Ancient", prodotto guarda caso dall'instancabile Scott Burns nel 1991. Olandesi, furono anche i Sinister, formazione ricca di sonorità death alla Deicide e Entombed, ma anche più Thrash come Kreator. "Cross The Styx" album d'esordio prodotto da Alex Krull degli Atrocity, presentava tratti oscuri e brutali e a detta della band, si ispiravano agli horror movies e alla demonologia.
Celebri all'epoca gli altri olandesi Gorefest, che esordirono con un Brutal Death di ottima fattura nel 1991 grazie all'album "Mindloss", che li identificò come la versione europea dei Cannibal Corpse.
Titoli pieni di ripugnanti atti di cannibalismo e torture, voce cavernosa e misantropica di De Koeijer, ricordavano senza troppi dubbi Chris Barnes e soci. Nel mini live, "Live Misery" (1992) e l'album "False" (Nuclear Blast, 1992) la band riconfermò con maggiore maturità le premesse Brutal Death.

Il Death Metal dunque si diffonde a macchia d'olio anche nel Vecchio Continente, con la nascita di numerosissime valide formazioni in Inghilterra, Germania, Francia e poco dopo anche in Italia. Nel 1989, contagiati già dal morbo fuoriuscirono dall'underground i francesi Loudblast, con l'album "Sensorial Treatment" prima e "Disincarnate" (1991) poi, con un suono che risentiva molto dei celebri Nocturnus, Morbid Angel e Coroner. Sempre dalla Francia ricordiamo brevemente i Mercyless, caratterizzati dalle tipiche accelerezioni Pestilence, pubblicarono nel 1992 "Abject Offerings", la cui copertina è un quadro di Salvador Dalì.

Nella vicina Austria prese corpo già nel 1988 il progetto Puingent Stence, formazione atipica del Death Metal europeo, che si mostrò sarcastica e cinica, ed esordirono per la Nuclear Blast (1989) in uno split assieme ai Benediction. I Benediction infatti sono una delle formazioni storiche inglesi della Birningham Area. Il loro primo album, "Subconscious Terror" e il successivo  "The Grand Leveller", testimoniarono un'ottima fattura tecnica, con parti studiate ritmicamente, originali e pervase da qualche sound Doom. Birningham è senza discutere la terra dei celeberrimi Bolt Thrower, che si ispirarono ai giochi di ruolo del mondo di Warhammer. Le loro copertine sono realizzate proprio dai disegnatori dell'almanacco mensile White Dwarf, edito anche in Italia da qualche anno. Il loro sound d'esordio fu molto variegato e si evolse nel corso degli anni, mantenendosi comunque sempre vicino al Death metal, quello granitico e claustrofobico, dove orde di barbari combattono senza fine, sprofondando in una vita densa di sangue, dolore, cupezza. Uno degli album più famosi della band fu "Realm Of Chaos" (Earache,1989), che proseguiva le fantastiche vicende eroiche del primo "The Peel Session" (1899) e che vennero concluse nel terzo capitolo "Warmaster" (1991).
Condottieri mondiali del Death Metal furono i Cancer, anch'essi inglesi, paragonabili ai maestri Morbid Angel e Death per celebrità. Il trio propose un Death Metal ad altissimi livelli, che nel primo album "To The Glory End" (1990) era pervaso da elementi perversi e gore. Mentre il secondo "Death Shall Rise" fu prodotto dal maestro Scott Burns e vide come guitar guest l'ex Death e Obituary J. Murphy. Band di supporto ai Carcass, Entombed e Bolt Thrower, furono i britannici Impaler, che pubblicarono il primo lavoro nel 1992 ("Charnel Deity"), mostrando cadenze tipiche degli Autopsy.
Influenzati dai maestri Napalm Death e Bathory, i britannici Necrosant, fusero Death e Grindcore. Erano caratterizzati da voce vomitevole, testi apocalittici e carichi di pestilenze e miserie. Esordirono nel 1992 con "Incarnate", dove tra l'altro dimostrarono di aver ben appreso le lezioni Bolt Thrower.


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